I Cpr? «Inevitabili». Siamo a Bologna alla festa dell’unità organizzata al parco Cevenini. Un appuntamento iniziato il 27 agosto e che si concluderà il 20 settembre. Ospiti a ciclo continuo. Giovedì sera è stata la volta dell’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli.

I temi? Sicurezza, degrado urbano, microcriminalità, immigrazione e tutto quello che ne consegue. E così arriva, durante l’intervento, il momento Centro di permanenza per il rimpatrio. «I Cpr sono inevitabili, ma il punto è come si fanno. Credo nel momento in cui c’è la necessità di rimpatriare delle persone, queste devono essere identificate. Qual è il rispetto della dignità di queste persone, i tempi abnormi in cui queste persone sono trattenute con una detenzione amministrativa. Questo è il tema, non il fatto che ci sia o non ci sia il Cpr», ha detto Gabrielli alle colonne del Resto del Carlino.

 

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Aperta una faglia contraria alla linea dem che i Cpr sul territorio non li vuole. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, a marzo durante un evento del Pd aveva detto che «sull’immigrazione dobbiamo dirci che i Cpr sono un elemento di insicurezza dei nostri territori e sono la dimostrazione lampante della burocrazia che ha prevalso sulla gestione dell’immigrazione».

Così il capogruppo in consiglio regionale di FdI, Marta Evangelisti, ha attaccato il Pd. «Le parole di Gabrielli certificano il totale fallimento dell’approccio ideologico con cui la sinistra locale ha gestito e continua a gestire il tema dell’immigrazione clandestina e della sicurezza urbana nella nostra regione.

 

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Quando una figura dal profilo tecnico e istituzionale così autorevole definisce l’apertura di un Cpr in Emilia-Romagna come “inevitabile” cade la narrazione propagandistica della sinistra barricadera». Conclude annunciando un’interrogazione alla giunta dell’Emilia-Romagna, guidata dal dem Michele De Pascale. «Il tempo dei tentennamenti è scaduto, l’amministrazione regionale dichiari formalmente se intende superare i pregiudizi dei propri alleati più radicali e se è pronta a sedersi a un tavolo con il ministro dell’Interno per individuare il sito idoneo al nuovo Cpr».

 

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