Dopo le richieste di archiviazione dei due filoni penali per l’ipotesi di frode sportiva, in mano alle procure di Milano e Monza (richieste sulle quali si dovranno pronunciare i due giudici per le indagini preliminari), ora Arbitropoli finisce nel nulla anche dal punto di vista sportivo. La Procura della Figc ha presentato richiesta di archiviazione e la Procura Generale presso il Coni, guidata da Ugo Taucer, ha accolto la richiesta. Dunque, nessuna conseguenza dal punto di vista della giustizia sportiva per l’ex designatore Gianluca Rocchi che esce completamente pulito da una vicenda nella quale l’unico elemento chiaro è stata l’assoluta insussistenza del materiale che raccolto dal pm Maurizio Ascione e poi valutato anche dal collega Paolo Ielo.

ROCCHI E LA MACCHINA DEL FANGO: CHI LO RISARCISCE?

L’inchiesta sportiva era nata dall’indagine della Procura di Milano avviata dal pm Maurizio Ascione e proseguita per due anni sulla base dell’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso. La notizia era emersa in occasione dell’invio dell’avviso di garanzia all’allora designatore Gianluca Rocchi, lo scorso 25 aprile. Rocchi aveva fatto un passo indietro sospendendosi dall’incarico, che avrebbe comunque concluso al termine della stagione.

I due filoni, quello relativo alle presunte (non esistenti) pressioni per garantire all’Inter arbitri graditi e quello sulle cosiddette bussate in Sala Var, trasferito quest’ultimo alla Procura di Monza per competenza territoriale sul centro di Lissone, sono finite entrambe in nulla: entrambe le procure hanno firmato richieste di archiviazione smontando pezzo per pezzo l’indagine e manca la valutazione del giudice per scrivere la parola fine sulla vicenda.

Dal punto di vista sportivo, invece, la storia finisce qui. Il procuratore capo Figc, Giuseppe Chiné, ricevuti gli atti dai magistrati e chiesta una proroga per cercare riscontri anche attraverso le audizioni di alcuni arbitri, ha ritenuto che non ci fosse nulla di perseguibile sul piano sportivo.

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