Lo spazio non è più soltanto una dimensione di supporto alle operazioni militari terrestri, navali e aeree: è un dominio operativo strategico, nel quale si intrecciano sicurezza nazionale, autonomia tecnologica e competizione internazionale. È questo uno dei temi centrali emersi dal convegno “Facciamo Sistema – Difendiamo il presente, Pianifichiamo il futuro: Insieme, più in alto”, tenutosi oggi presso l’Auditorium Adriano Visconti di Palazzo Aeronautica.

Promosso dall’Aeronautica Militare in collaborazione scientifica con l’Istituto Affari Internazionali (IAI) e il Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) dell’Associazione Arma Aeronautica, l’incontro ha riunito autorità civili e militari, rappresentanti dell’industria, del mondo accademico e della ricerca per discutere lo sviluppo delle capacità di difesa e le trasformazioni tecnologiche del settore aerospaziale. Tra le autorità presenti, il presidente della Commissione Difesa del Senato, Maurizio Gasparri. L’evento si è aperto con un videomessaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

 

Lo spazio, dominio operativo

Comunicazioni satellitari, osservazione della Terra, navigazione e posizionamento sono strumenti essenziali per la condotta delle operazioni militari. La loro disponibilità influenza la raccolta delle informazioni, il coordinamento delle forze, la sicurezza dei collegamenti e la pianificazione degli interventi. La crescente dipendenza da queste infrastrutture rende però i sistemi spaziali anche potenziali bersagli: interferenze, attacchi informatici e azioni contro i satelliti possono degradare servizi decisivi senza che si verifichi necessariamente uno scontro convenzionale.

La sfida non consiste soltanto nell’accedere allo spazio o sviluppare nuove tecnologie, ma anche nel conoscere ciò che accade in orbita, proteggere gli assetti e assicurare la continuità dei servizi. Il dominio spaziale è sempre più connesso alla capacità di operare negli altri domini militari e alla resilienza complessiva dello strumento di difesa.

 

Il confronto tra Difesa, istituzioni e industria

Il panel “Lo spazio come dominio operativo”, inserito nella sessione “Pianifichiamo il Futuro”, ha riunito rappresentanti della Difesa, dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’industria. Il confronto è stato moderato dal generale ispettore capo (ris.) Lucio Bianchi, consulente per lo Spazio del CESMA ed ex membro del Comitato tecnico-scientifico dell’ASI. Tra i relatori indicati nel programma: il generale di divisione aerea Roberto Del Vecchio, capo del Reparto Spazio dello Stato Maggiore della Difesa; David Avino, amministratore delegato di Argotec; il colonnello Walter Villadei, capo della R.A.Mi. presso Axiom; Augusto Cramarossa, responsabile dell’area strategica dell’ASI; Luca Rossettini, amministratore delegato di D-Orbit; e Massimo Claudio Comparini, managing director della Space Division di Leonardo.

La presenza congiunta di istituzioni, Forze armate, imprese e ricerca riflette l’esigenza di mettere in relazione priorità operative e sviluppo tecnologico. La protezione degli assetti orbitali, la gestione dei dati e la resilienza delle infrastrutture spaziali richiedono competenze e investimenti coordinati, insieme a una visione di lungo periodo.

 

Pianificare le capacità fino al 2044

Nel suo intervento introduttivo, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Antonio Conserva, ha sottolineato l’importanza del lavoro comune tra Difesa, industria e mondo accademico. «Fare sistema significa mettere in relazione competenze, innovazione e capacità industriali per costruire oggi le capacità di difesa e deterrenza di domani, in uno scenario internazionale sempre più complesso», ha affermato, richiamando l’evoluzione delle minacce ibride e degli equilibri geopolitici.

Conserva ha evidenziato la necessità di anticipare l’evoluzione delle tecnologie e delle minacce, investire nella formazione dei professionisti del futuro e rafforzare il dialogo tra Difesa, industria e mondo accademico. In questo quadro, il GCAP rappresenta, nelle parole del Capo di Stato Maggiore, un esempio di collaborazione finalizzata a sviluppare nei tempi necessari le tecnologie in grado di rispondere alle nuove sfide e preservare il vantaggio competitivo.

L’obiettivo più ampio del convegno è presentare le linee di sviluppo capacitivo dell’Aeronautica Militare in una prospettiva di lungo periodo, fino al 2044, e favorire la definizione di partenariati strategici, promuovendo un approccio collaborativo tra i principali attori del sistema della difesa nazionale fin dalle fasi iniziali dei programmi.

La giornata si è sviluppata lungo due direttrici. “Proteggiamo il Presente” ha affrontato le esigenze di breve e medio termine, tra addestramento al volo, prontezza dei sistemi d’arma, formazione del personale, protezione delle basi e contrasto ai sistemi a pilotaggio remoto. “Pianifichiamo il Futuro” ha guardato invece all’orizzonte 2035-2044, includendo deterrenza, difesa integrata aerea e antimissile (IAMD), dominio spaziale, innovazione tecnologica, autonomia energetica, sostenibilità operativa, intelligenza artificiale e supercalcolo.

 

Verso l’Air & Space Power Conference 2027

Il convegno ha rappresentato anche un momento di confronto e allineamento strategico in vista dell’Air & Space Power Conference 2027, prevista a Milano il 7 e 8 aprile. Il programma di “Facciamo Sistema” ha affrontato, oltre allo spazio, temi quali l’addestramento al volo, la prontezza dei sistemi d’arma, l’evoluzione della minaccia, la difesa e la deterrenza, l’intelligenza artificiale, il supercalcolo, l’energia e la sostenibilità operativa.

La questione spaziale si inserisce dunque in una trasformazione più ampia del potere aereo e aerospaziale. Garantire l’accesso ai servizi satellitari, proteggere le infrastrutture e preservare la libertà di azione in orbita significa contribuire alla sicurezza nazionale e alla capacità di operare in tutti i domini. La sfida indicata dal convegno è tradurre questa consapevolezza in capacità concrete, attraverso una pianificazione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra Difesa, industria, istituzioni e ricerca.


La foto: per g.c. Ufficio stampa AM