I fan degli Oasis (a migliaia) si stanno mangiando le mani per non essere riusciti a conquistare i biglietti del tour 2027.
Per tutti loro, la consolazione è stata in sala, con il documentario Oasis: don’t look back in anger, che ha debuttato con oltre mezzo milione di euro al botteghino italiano. Sono tempi d’oro per la musica al cinema, e non solo per quella del duo di Manchester. Lo sa bene l’artista romano Ultimo, che a settembre ha portato sul grande schermo il live del 4 luglio a Tor Vergata (con 250 mila spettatori ha superato il record di Vasco Rossi a Moderna Park) amplificando il suo successo. È così che documentari, film concerto e live streaming (ossia show musicali trasmessi in diretta nelle sale) arricchiscono l’offerta cinematografica dell’autunno: si va dai grandi nomi del rock al pop coreano, passando per il cantautorato italiano e il restauro di live che hanno fatto la storia della musica.
Fino al 3 ottobre l’appuntamento è con Linkin Park: unshatter, per rivivere lo show del 2024 a San Paolo in Brasile, tappa simbolo del ritorno della band dopo i sette anni di pausa seguiti alla morte del frontman Chester Bennington. Dal 7 all’11 ottobre è il turno di Queen Budapest, meticolosa ricostruzione del live di luglio 1986 da pellicole originali in 35 millimetri. «La produzione impiegò 17 cineprese, una persino in elicottero, e circa 40 chilometri di pellicola per registrare l’evento», racconta Franco Di Sarro, amministratore delegato di Nexo Studios, principale distributore di film concerto in Italia e pioniere del genere dal 2010. «Anche la registrazione della parte audio fu innovativa: per ricostruire l’ambiente sonoro del pubblico disseminarono migliaia di microfoni all’interno dello stadio».
Quell’anno i Queen furono il primo gruppo rock occidentale a esibirsi oltre la Cortina di ferro: 80 mila persone acquistarono il biglietto, mentre altre 45 mila seguirono lo spettacolo dall’esterno dello stadio. E dopo Budapest, Freddie Mercury non fu più filmato sul palco insieme alla band.
L’ultimo concerto di una grande star è anche il cuore di Ozzy & Black Sabbath: back to the beginning, nelle sale il 28 e 29 ottobre. Il film ricostruisce la serata del 5 luglio 2025 a Birmingham, città natale di Osbourne, un evento famoso sia perché anticipò di diciassette giorni la scomparsa del cantante, sia perché segnò la reunion della formazione originale dei Black Sabbath, insieme per la prima volta dopo vent’anni. A firmare la regia è Ben Wainwright-Pearce, che ha lavorato al montaggio del lungometraggio sull’Eras tour di Taylor Swift (il film concerto più visto di sempre) e ha diretto anche George Michael: the faith tour, in programmazione dal 6 novembre. Con le immagini dello spettacolo del 1988 al Palais Omnisports de Paris-Bercy, la pellicola è un’occasione per ritrovare l’ex Wham! all’apice della prima tournée da solista e risentire brani come Faith e Careless whisper.
Accanto ai nostalgici revival, altri titoli celebrano traguardi importanti e fenomeni musicali in fermento.
Nella prima categoria troviamo Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, nelle sale dal 26 novembre al 2 dicembre, per festeggiare i 60 anni del rapper romano; nella seconda, due appuntamenti k-pop che appassioneranno i più giovani. Il 12, 14 e 17 ottobre sono i giorni di Always Lalisa, documentario dedicato alla cantante thailandese Lisa, già protagonista della serie The White Lotus e sul palco della cerimonia d’apertura dei Mondiali di calcio a Città del Messico, mentre pochi giorni dopo tocca ai BTS. Il 25 e il 31 ottobre i fan del gruppo pop sudcoreano (che anche in Italia si definiscono un «esercito») potranno assistere a due tappe del loro tour mondiale, a Buenos Aires e San Paolo, direttamente al cinema. «Per gli artisti internazionali che in Italia fanno poche date, o non passano affatto, il live streaming permette di raggiungere fan che altrimenti rimarrebbero esclusi dall’esperienza dal vivo», commenta Di Sarro. «Il prezzo del biglietto varia: per i film concerto siamo tra i 12-15 euro, mentre per alcune dirette, come quelle dei BTS, si arriva fino a 19-23 euro». «Oggi il passaggio dal palco alla sala è reso più appetibile anche dall’evoluzione tecnologica», conclude l’ad di Nexo, «telecamere sempre più sofisticate, riprese multicamera e sistemi audio immersivi permettono di restituire al cinema una versione spettacolare e fedele del live».
Perciò c’è chi si affida addirittura a registi da Oscar: lo ha già fatto Billie Eilish con James Cameron, che ha trasformato il suo tour Hit me hard and soft in un’opera d’arte 3D, mentre David Byrne, fondatore dei Talking Heads, sta lavorando a un lungometraggio con Brady Corbet, autore di The brutalist. Considerando che il film concerto Stop making sense, ideato da Byrne sui live della band negli anni Ottanta, è considerato un cult, non resta che ripassare il suo repertorio e prepararsi al prossimo capolavoro.