Anche quest’anno, all’edizione del Meeting di Rimini che si è aperta venerdì (il titolo di quest’anno è un omaggio a Dante: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”), non ci saranno i leader dell’opposizione.

Non ci sarà Elly Schlein (che non ha mai partecipato né da segreteria, né prima di diventarlo), ma non ci sarà nemmeno Giuseppe Conte (che è invece è stato all’edizione del 2021, da presidente del M5S, avendo lasciato Palazzo Chigi sei mesi prima).

Il pieno lo fa il governo. Non ci sarà Giorgia Meloni, ma ci saranno i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme ad altri 13 esponenti del governo: Andrea Abodi (ministro per lo Sport e i Giovani), Anna Maria Bernini (Università e Ricerca), Maria Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Alessandro Giuli (Cultura), Alessandra Locatelli (Disabilità), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Matteo Piantedosi (Interno), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente), Nello Musumeci, ( Protezione civile), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito), Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione).

Ma sarà ben rappresentata anche la delegazione dei viceministri e sottosegretari, con Lucia Albano, sottosegretario all’Economia, Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro.

Nessuna sorpresa, dal momento che da sempre il Meeting per l’Amicizia tra i popoli, nel programmare i dibattiti più politici, cerca il dialogo con chi, al momento, governa. In Italia, ma anche in Europa. Non a caso quest’anno compare anche una presenza ai massimi livelli di rappresentanti delle istituzioni europee: da Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo, a Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, fino a Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, da poco fondatrice di un nuovo soggetto di centro, Spazio Pubblico.

Ma il Meeting di Rimini, evento che nasce dall’esperienza del mondo di Comunione e Liberazione, pur essendone autonomo nell’organizzazione, è anche un test per capire, al di là dei referenti istituzionali, a chi guarda questo pezzo importante del mondo cattolico. E l’assenza dei principali leader dell’opposizione (non solo Schlein e Conte, ma nemmeno Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Matteo Renzi) è un dato che fa riflettere e che rilancia il tema della presenza dei cattolici nel centrosinistra. Ci sono, comunque, esponenti del Pd di area riformista e del centro. Per il Pd ci sarà Stefano Bonaccini, presenza ormai abituale al Meeting, così come ci sarà l’europarlamentare Giorgio Gori e la senatrice Simona Malpezzi (riformisti dem).

Ovviamente non mancherà Michele De Pascale, governatore dell’Emilia Romagna (sempre Pd, area riformista). Di Italia Viva ci saranno Maria Elena Boschi, Enrico Borghi e Maria Chiara Gadda, mentre per Azione verrà Matteo Richetti. Del M5S, invece, sarà presente solo Stefano Patuanelli, che parteciperà a un dibattito sulle riforme istituzionali con Tommaso Foti, Fdi, e Massimiliano Romeo, Lega.
Ieri, poi, giorno di apertura della kermesse, è arrivato a Rimini un altro nome di cui, in questa estate dominata dall’affaire Ranucci-Lavitola, si parla parecchio nella chat del campo largo: Roberto Gualtieri, sindaco di Roma. Ha partecipato a un dibattito sulle città, con Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. Entrambi possibili carte, al momento coperte, che potrebbero essere giocate in caso di stallo tra Schlein e Conte. E forse non è un caso che siano al Meeting.