Scoprire come volare sull’acqua con barche super moderne. E farlo nel golfo di Napoli, con Castel dell’Ovo, la collina di Posillipo e la maestosità del Vesuvio che guarda tutti dall’alto. Duecentocinquantamila persone sul lungomare Caracciolo per le regate preliminari dell’America’s Cup, la manifestazione sportiva più antica al mondo che per la prima volta nel 2027 si assegnerà sui nostri mari. Un rilancio dello sport italiano e della capacità di organizzare grandi eventi: il 2026 passerà alla storia dello sport per le Olimpiadi di Milano Cortina e l’America’s Cup: dalle montagne delle Dolomiti fino al mare del Golfo che vivrà il clou dell’America’s cup l’anno prossimo. Da maggio a luglio del 2027 il campo di regata per assegnare l’America’s Cup sarà il golfo di Napoli e intanto in questi giorni la città ha fatto le prove generali. Un’altra dimostrazione di quanto sia importante organizzare manifestazioni di livello mondiale nel nostro paese, rilanciare nel mondo le immagini dei nostri posti bellissimi. Le barche dell’America’s cup dal 1851 a oggi hanno subito enormi trasformazioni, nelle regate preliminari che si sono svolte in questo week end a Napoli gli equipaggi hanno utilizzato gli AC40, la stessa cosa era successa a Cagliari. L’anno prossimo invece verranno utilizzate barche che sono lunghe quasi il doppio, gli AC70.
In mare con Ferrarelle
La risposta del pubblico è stata entusiasmante, così come perfetta l’organizzazione con il lungomare Caracciolo chiuso al traffico e riempito da famiglie e tifosi che hanno assistito alle regate dai maxi schermi. Noi eravamo a pochi metri dalle barche grazie a Ferrarelle, l’azienda di Carlo Pontecorvo che è sponsor della manifestazione e della barche che detiene il trofeo, Team New Zealand. All’imbarco ci ha accolto proprio il fondatore dell’azienda. Carlo Pontecorvo, napoletano, è un uomo che ha vissuto quattro vite. E’ stato medico chirurgo, armatore, dirigente di banca e poi presidente e ad di Ferrarelle, un marchio che è tornato in Italia nel 2005 grazie a Pontecorvo che lo ha acquisito dalla Danone. E’ uno di quei personaggi che sa come va il mondo: mentre ci racconta dei nuovi investimenti in America e della volontà di portare il marchio Ferrarelle sul mercato americano (magari anche grazie alla vela perchè no…) non perde l’occasione di scoprire un altro piacere della sua vita, la cucina. I piatti che prepara, le sue ricette e qualche segreto. E poi quando si torna sull’evento di Napoli le idee sono chiarissime: “Fino a oggi non ci eravamo mai cimentati con un evento di tale portata internazionale. È la prima volta che lo facciamo. In questi 21 anni abbiamo cercato di rendere solida l’azienda. Abbiamo messo in piedi un team di 15 persone dedicato solo a questo evento. Ho conosciuto Grant Dalton, ceo di Team New Zealand, qualche anno fa, in occasione dell’America’s Cup disputata a Valencia. All’epoca non c’erano le condizioni giuste per entrare in questa avventura, mentre oggi ci sono. Noi pensiamo di essere una realtà e un marchio italiano che ha le sue origini in Campania e una vocazione internazionale. Per crescere ulteriormente bisogna cercare nuovi mercati, come i mercati esteri”. Pontecorvo spera che anche le prossime edizioni delle regate si svolgano nel golfo. “Il nostro impegno è già importante, ma io vorrei aumentarlo ancora”. La città avrà un grande ritorno dall’evento e anche la Ferrarelle: “La città in questi giorni è in subbuglio. Mi rendo conto, ad esempio, che la popolazione di Bagnoli vive con preoccupazione questi lavori e sono vicino a loro. Abbiamo questa opportunità che va sfruttata al meglio, in una zona dove tutto era fermo da tanto tempo e la speranza è che queste opere possano portare benefici al quartiere e al territorio per il futuro. Noi siamo pronti e ne saremmo molto felici in caso di bis a Napoli nel 2029. Ma vogliamo esserci come sponsor anche nel caso in cui fosse scelta una location differente. Devo dire, ad esempio, che anche le preregate di Cagliari sono state meravigliose. Per la prossima edizione, dunque, noi siamo a disposizione sia per Napoli, che per altre location”. Pontecorvo vuole un ruolo di main sponsor, vuole vedere il suo marchio Ferrarelle ben stampato sulle vele.
Al Race Village
Per Ferrarelle – Official Water della manifestazione e Official Sponsor di Emirates Team New Zealand – l’appuntamento ha avuto un valore speciale, poiché si svolge in Campania, nel territorio in cui il brand affonda le proprie radici e dove risiede il Parco Sorgenti di Riardo, nell’Alto Casertano. È proprio qui che l’acqua Ferrarelle compie il suo lungo percorso sotterraneo, arricchendosi naturalmente di minerali e microbollicine 100% naturali e dando origine alla sua naturale effervescenza e al suo gusto inconfondibile. Al Race Village, allestito sul Lungomare Caracciolo, Ferrarelle ha accolto visitatori e appassionati all’interno di uno stand espositivo che richiama le linee del mondo nautico. Lo spazio è stato concepito come vivace punto d’incontro per tutto il pubblico e come presidio dedicato alla vendita e alla degustazione dell’acqua. Lo spazio all’interno del Race Village è stato anche l’occasione per scoprire in anteprima la nuova Ferrarelle Art Collection 2026, il progetto che dal 2010 trasforma l’iconica bottiglia in vetro del brand in un’opera d’arte in edizione limitata affidata a grandi artisti contemporanei. L’edizione di quest’anno – ispirata proprio alla 38ª America’s Cup – è stata affiancata da una selezione delle bottiglie storiche che hanno segnato il percorso della collezione.
Il catamarano
Pontecorvo ci lascia sul catamarano che seguirà le regate dell’America’s cup. Barche che volano sul mare e il punto è proprio quello: i più bravi sono quelli che riescono a tenere la barca sempre al di sopra dell’acqua sfruttando al meglio il vento. Le regate di Napoli di questi giorni sono state disputate con una formula diversa da quella standard della coppa America: tutti contro tutti e solo la finale uno contro uno (match race) come nella tradizione. Era successo anche nelle regate preliminari di Cagliari di maggio. Gli AC40 hanno raggiunto velocità incredibili, più di 50 nodi e la finale tra Team New Zealand e Luna Rossa vinta dal team italiano potrebbe trasformarsi nel grande duello delle regate della prossima estate. E’ vero che ci sono ancora otto mesi di tempo, ma in questo momento Luna Rossa sembra essere la barca favorita e Team New Zealand il più serio avversario, soprattutto dopo il passaggio di Peter Burling (tre volte vincitore dell’America’s cup) sulla barca di Prada . La formula della manifestazione nel 2027 prevede che tutti gli sfidanti si affrontino nella Louis Vuitton Cup per poi andare ad affrontare il detentore del trofeo (Team New Zealand che ha vinto le ultime tre edizioni) nelle regate finali. Quella di Napoli sarà la trentottesima edizione della manifestazione che non è mai stata vinta da un equipaggio italiano.