Nessuno lo ammetterà mai, per carità. Però da alcune settimane in entrambi gli schieramenti serpeggia la convinzione che se pure fossero gli altri a vincere, potrebbe non essere un dramma. Anzi. L’idea che circola è che sull’Italia si stia per abbattere una sorta di tempesta perfetta che travolgerà tutto quello gli si para davanti. A partire, manco a dirlo, dagli inquilini di Palazzo Chigi.

Petrolio alle stelle e benzina a prezzi mai visti, consumi a picco e Pil in forte decelerazione sono le tinte principali usate per dipingere uno scenario futuro nel quale nessun governo riuscirebbe a mantenere la rotta. «Siamo riusciti a galleggiare nella tempesta globale», ha detto con orgoglio qualche giorno fa il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Ecco, la prospettiva è che le onde saranno talmente alte da ribaltare l’imbarcazione anche in assenza di errori di navigazione.

A mettere nero su bianco i timori che circolano con sempre più insistenza ci ha pensato ieri Confcommercio. Ora, dell’associazione guidata da Carlo Sangalli tutto si può dire tranne che negli ultimi anni si sia allineata alla narrazione catastrofista tanto in voga nei salottini della sinistra. Tutt’altro. Il bravo e preparato economista Mariano Bella, capo dell’ufficio studi, ha sempre cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno, di cogliere gli a volte impercettibili segnali positivi in un quadro francamente poco incoraggiante a livello nazionale e mondiale. Una professione di ottimismo che lo ha portato spesso ad azzeccare le previsioni meglio dei tanti professoroni sempre a caccia di apocalissi.

Ora, però, le nuvole sembrano addensarsi anche sull’orizzonte solitamente sereno di Confcommercio. L'ufficio studi ha calcolato quanto il caro-energia inciderà su inflazione, consumi e crescita nel 2027, anche alla luce del massiccio peso dei rincari di elettricità e gas sulle imprese del terziario e sulle bollette delle famiglie. In uno scenario peggiorativo, con il prezzo del Brent stabilmente a 140 dollari al barile (rispetto agli attuali 100), l'inflazione media aumenterebbe di 0,7 punti percentuali e a fine 2027 si attesterebbe al 3,7%. Sette decimi di scarto in più «sono il problema più grave per l'anno prossimo», ha spiegato Bella, perché implicano riduzione del potere d'acquisto, che vuol dire minori consumi e minore Pil.

Ci sarebbe infatti un'ulteriore perdita di mezzo punto di consumi reali - 250 euro per famiglia, in totale circa 6,5 miliardi - e di tre decimi di Pil, che arriverebbe a 0,6%. Le spese obbligate raggiungerebbero «la quota record del 42,9% del totale dei consumi, un livello mai visto in Italia, generando un forte effetto depressivo sulla propensione al consumo».

La mazzata principale arriverà dall’elettricità, che in Italia è fino a quasi 70 euro/Mwh più cara dei principali Paesi Ue: 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, 67,2 euro rispetto alla Spagna e 69,4 euro rispetto alla Francia. A pesare è il nostro mix energetico, ancora troppo dipendente dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell'elettricità italiana è stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia che usa molto nucleare.

A settembre 2026, il prezzo del metano sul mercato europeo Ttf vede un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del +55,7% dall'inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Dunque «lo shock è uguale per tutti, ma i suoi effetti sono asimmetrici» rimarca l'ufficio studi Confcommercio. Le soluzioni, ovviamente, esistono. Ma serve una capacità di spesa che l’Italia non ha, a meno che non si voglia buttare all’aria il lavoro fatto finora dal governo, che ha ridato al Paese una preziosa credibilità sui mercati finanziari. Al di là dei quattrini, servono anche misure di buon senso su cui sarebbe bene che gli schieramenti scoprissero le carte prima del voto.
Per evitare il disastro economico nel 2027, Sangalli chiede incentivi fiscali per l'efficienza energetica e un ulteriore intervento sugli oneri di sistema, «accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell'elettricità».

 Il presidente di Confcommercio suggerisce anche di «favorire la diffusione tra le imprese di contratti di acquisto di energia in forma aggregata, per garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine. Ma avverte infine - bisogna agire subito, altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese». Chi avrà il coraggio, e la capacità, di navigare in queste acque?