"Ecco gli wokisti anonimi, vedove della schwa, degli asterischi, della cancel culture, del ddl Zan (bloccato grazie alla Lega), che dopo anni di disastri, danni e brutte figure ora all’improvviso fanno dietrofront collettivo. Contrordine compagn*". Lo si legge in un post su Instagram della Lega, accompagnato da un meme fatto con l'AI dal titolo 'Prima riunione degli wokisti anonimi' con la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader di Italia viva, Matteo Renzi, l'europarlamentare dem, Giorgio Gori, e il presidente del M5S, Giuseppe Conte, al quale vengono attribuite queste parole scritte in una nuvoletta da fumetto: "Mi chiamo Giuseppe Conte e non sono più woke da due giorni".
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A innescare il tutto, personaggi come Alexandria Ocasio-Cortez. La deputata democratica di New York ha preso le distanze dalla fase più radicale del progressismo americano. Intervistata da ABC, ha definito il cosiddetto "Woke 1" - associato soprattutto al periodo della pandemia e a battaglie come il defund the police - come "crazy", pur precisando che molte discussioni di quegli anni erano state utili.
Da lì le uscite come quella del leader dei grillini che - nel suo intervento a Repubblica - si è chiesto se "la cultura woke" possa "costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista. Ne dubito". Conte non ha comunque negato che il fenomeno abbia avuto anche conseguenze positive.
Ecco gli wokisti anonimi, vedove della schwa, degli asterischi, della cancel culture, del ddl Zan (bloccato grazie alla Lega), che dopo anni di disastri, danni e brutte figure ora all’improvviso fanno dietrofront collettivo. Contrordine compagn* ️ pic.twitter.com/NC2G2HPIHs
— Lega (@LegaSalvini) August 22, 2026