«Senza parole...». Scrive così, sui social, Sigfrido Ranucci, a corredo di uno stralcio di un articolo pubblicato sul Giornale d’Italia in cui, per farla breve, si insinua una sua relazione omosessuale con Valter Lavitola. Il pezzo recita testuale: «Secondo alcuni rumors raccolti dal Giornale d’Italia nel deepstate e su cui stanno indagando gli inquirenti, l’amicizia equivoca fra Ranucci e Lavitola sarebbe sfociata in relazione omosessuale. Ranucci, oltre a relazioni extraconiugali con stagiste e donne conosciute in ambienti di lavoro, avrebbe infatti avuto rapporti con altri uomini tra cui un noto attore toscano, a sua volta ex partner di lunga data di un celebre attore figlio di un regista di origine ciociara».

Noi non sappiamo se quanto raccontato dal sito sia vero o meno e soprattutto non ci interessa. È singolare, però, che il conduttore di Report senta il bisogno di postare il tutto per alimentare l’indignazione un tanto al chilo. «Hai ragione Ranucci, la gogna mediatica basata su insinuazioni e invenzioni è davvero uno schifo di un certo giornalismo italiano», commenta Stefano Esposito, ex parlamentare del Pd, uno dei tanti finiti nel tritacarne di Sigfrido salvo poi uscirne pulitissimi. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

 

LA “LOBBY GAY”

Quanto emerso nero su bianco nelle chat, finora, ha mostrato un Ranucci formalmente avverso al mondo Lgbt. Con l’amica Maria Rosaria Boccia parlava di “lobby gay”, mentre di recente sono spuntati altri messaggi, presenti nelle carte delle indagini e riportati dal sito MowMag, in cui un “mister x” scriveva così a mister Report (sms da lui inoltrati a Lavitola): «Quel frocio di merda ormai sta culo e camicia con tutti loro». E ancora: «Ha incontrato braccio destro della Meloni per Report. Stai facendo di tutto per passargli il testimone. Porca troia Sigfrido» La sfera sessuale non sta portando bene a Ranucci. In una lettera inviata al Tempo, la giornalista Angela Camuso ha raccontato di quando, nel 2018, si era presentata da lui a colloquio per entrare nella sua squadra di inchiestisti. Sigfrido, però, pareva più interessato all’aspetto fisico della donna che alla sua professionalità.

Ecco qualche messaggio che le inviò: «Stai in formissima in questa foto», «L’unica cosa che mi porto dietro è il tuo sguardo luminoso». Senza tralasciare gli inviti serali (tutti rifiutati da Camuso). «Non denunciai Ranucci ma le sue avance mi spezzarono dentro. Denuncio solo ora perché volevo che si sapesse chi è», ha spiegato Camuso. Anche Selvaggia Lucarelli, nei giorni scorsi, ha spiegato di una sua amica che ha lavorato con Ranucci «ed è testimone diretta di una gestione poco professionale dei rapporti con l’altro sesso, lei compresa».

 

LE AMANTI

Ci sono poi le due amanti descritte nel libro autobiografico “La scelta”, pubblicato due anni fa, in cui lo stesso conduttore ha raccontato nei minimi dettagli, pure sessuali, le relazioni nate tra le scrivanie della sua reda zione. La prima con una giovane svizzera, Karoline, arrivata per uno stage. Prima le confidenze la ragazza gli racconta anche di una violenza sessuale sfociata in gravidanza e infine in aborto -, poi i sentimenti. Finirà in tragedia, quando Karoline dopo aver trovato una mail ricevuta da Ranucci da tale Emilia scapperà dall’albergo e morirà investita da un suv. Ranucci ha poi smentito quanto scritto da lui stesso nel suo libro con la facile scusa del “parti reali” e “parti romanzate”.

Ed Emilia? Nel volume si evince che è un’insegnante di scuola media, testimone inconsapevole di una truffa ai danni dell’istituto. Dopo aver letto l’anticipazione di un’inchiesta di Ranucci sulla Banca Popolare di Milano, gli scrive per offrirgli informazioni. Si incontrano e, a sentire Sigfrido, mentre pranzano le loro mani “si cercano e si trovano sulla tovaglia”. La seconda volta? “Finiamo direttamente in un motel”.
«Le inchieste sono finite con un’archiviazione», ha tagliato corto Ranucci riguardo le accuse di molestie.

 

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