Luciano Canfora dice la sua sul caso Ranucci-Lavitola, con tanto di frecciate a destra. Ospite di In Onda su La7, lo storico afferma che "è talmente evidente che si tratta di una operazione punitiva desiderata da tanto tempo. Io ricordo di aver udito, in una circostanza pubblica, delle parole ironiche di Ranucci quando diceva: 'Passo il mio tempo a scrivere memorie in replica alle querele che mi vengono scaraventate addosso e che poi vanno a finire nel cestino'".
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E sottolinea: "Ranucci è un personaggio che ha dato noia perché ha fatto il suo lavoro in maniera straordinariamente efficace. Penso che il giornalista bravo di inchiesta sia come un filologo: non si dà pace finché non ha raggiunto una verità documentabile. Invece – continua – il potere in generale, in particolare quelli un po' in difficoltà come il nostro, tende a non gradire che si vada a fondo delle cose. Infatti elabora pseudonotizie, versioni di comodo, quindi c’è un’antitesi fra il filologo e giornalista che cerca la verità e un potere traballante che vuole tappare la bocca e soprattutto fornire versioni di comodo".
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In ogni caso, da qui la profezia, per Canfora il fango ora gettato sul conduttore è controproducente. "Stanno facendo un regalo a Ranucci? Secondo me sì. Non so come andrà ma diventerà un personaggio di gran lunga più noto e apprezzato se colpito, come sembra debba accadere. È un po' il dramma della censura".