Un simbolo della storia e dell’identità di Giglio Campese è scomparso dal fondale marino. Si tratta di un’ancora lunga circa due o tre metri e dal peso di alcuni quintali, che si trovava a pochi metri dalla spiaggia, a una profondità di circa quattro o cinque metri. La sua sparizione, avvenuta presumibilmente tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, ha suscitato indignazione tra gli abitanti dell’isola.

Come riportato da Il Tirreno, ad accorgersi dell’assenza del manufatto è stato un operatore impegnato nella rimozione di alcuni corpi morti sul fondale. La segnalazione alle autorità è stata immediata e la Guardia costiera ha avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili.

L’ancora, pur non avendo un particolare valore storico riconosciuto, rappresentava da generazioni un punto di riferimento per la comunità locale. Secondo alcuni residenti, potrebbe risalire ai primi del Novecento e appartenere a un vecchio bastimento che attraccava a Campese per caricare merci. Nel tempo era diventata una meta abituale per subacquei e bagnanti, soprattutto per i più giovani, che si sfidavano a raggiungerla durante le immersioni.

Le modalità della sottrazione restano da chiarire. Nei giorni precedenti era stato segnalato ai carabinieri un possibile trascinamento dell’ancora. Considerate le dimensioni e il peso, il recupero avrebbe richiesto mezzi adeguati e probabilmente più operazioni.

Sull’isola cresce intanto lo sdegno, condiviso anche dai turisti che da anni conoscevano quel manufatto. Per i campesi non era soltanto un oggetto sul fondale, ma una parte della memoria collettiva. La speranza è che le indagini permettano di ritrovarlo e restituirlo alla comunità: "Quell’ancora è dell’isola".