Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Washington sta valutando la possibilità di unirsi all’Arabia Saudita in attacchi contro i ribelli Huthi e di riprendere i bombardamenti sull’Iran, dopo l’ennesimo attacco contro l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad. «Abbiamo appena saputo dell’ultimo attacco, prenderemo una decisione», ha detto Trump ai giornalisti. «Esamineremo la situazione». Un cambio di tono rispetto a giovedì, quando il presidente aveva escluso nuovi raid statunitensi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Lo scalo della capitale saudita è da giorni nel mirino della milizia yemenita sostenuta da Teheran. Un attacco con droni a metà settimana ha ucciso una persona, secondo le autorità saudite, e ha provocato ritardi nei voli per due giorni. Giovedì gli Huthi hanno rivendicato il lancio di un missile balistico contro lo stesso aeroporto, mentre testimoni riferivano di esplosioni in diverse zone della città; Riad non ha confermato l’attacco né eventuali danni. In serata il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha annunciato su X un’ulteriore ondata: due missili cruise contro il Re Khalid, un missile balistico contro l’aeroporto di Najran e un altro contro la base aerea di Khamis Mushait, sostenendo di aver interrotto il traffico aereo nei due scali. L’offensiva si inserisce in una crisi regionale che si trascina da mesi. A luglio gli Huthi hanno proclamato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, che per aggirare il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz dirotta milioni di barili di greggio al giorno via oleodotto verso il Mar Rosso. Dopo gli attacchi del gruppo a due petroliere saudite, Trump aveva minacciato «gravi punizioni militari» sia per l’Iran sia per gli stessi Huthi, una emanazione di Teheran.
Sul terreno, intanto, le forze governative yemenite avanzano nell’area di Bab el-Mandeb, lo stretto che controlla l’accesso meridionale al Mar Rosso. E la tensione tra Riad e i ribelli è salita ulteriormente dopo che l’Arabia Saudita li ha accusati di aver preso di mira luoghi sacri a Medina, accusa respinta dagli Huthi. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso «piena solidarietà all’Arabia Saudita e al suo popolo» e ha condannato «gli attacchi alle infrastrutture civili, incluso l’aeroporto di Riad». La Farnesina raccomanda ai connazionali di evitare spostamenti non essenziali verso l’aeroporto di Riad e l’utilizzo dello scalo.