Una seduta già piuttosto movimentata si è trasformata in una vera e propria bagarre al grido di "Avanti Savoia!" pronunciato dalla consigliera regionale della Lega Gianna Gancia. Siamo a Palazzo Lascaris, a Torino, nella sede del Consiglio regionale del Piemonte. Al centro del dibattito c'è la partecipazione del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone all’iniziativa dell’AICODS – Ordini Dinastici della Real Casa Savoia - organizzato nel fine settimane nel capoluogo piemontese da Emanuele Filiberto di Savoia.

Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, vuole vederci chiaro e solleva la questione. Dalle immagini della cerimonia si nota che Marrone indossa l'abito da "cavaliere" dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Ravinale richiama la normativa italiana che, dagli anni Cinquanta, vieta la concessione di determinati ordini cavallereschi non autorizzati dallo Stato. "Questa Regione merita risposte", dice. Le fa eco Gianna Pentenero, capogruppo del Pd: "Se il vicepresidente Marrone ha partecipato a un evento e ha infranto una legge, comprando titoli, va chiarito e verificato". 

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Arriva il turno di Gancia. "Volevo ringraziare Marrone per la presenza ad un evento che rappresenta la storia dell’Italia e soprattutto del Piemonte", afferma la leghista. Poi aggiunge: "Avanti Savoia!". In aula si scatena il putiferio. La seduta viene sospesa. Alla ripresa dei lavori Gancia si scusa: "Chiedo scusa se le mie parole hanno urtato la sensibilità di qualcuno. Come diceva Pasolini, tutte le istituzioni mi commuovono". La tensione rimane alta: il dem Mimmo Rossi parla di "oltraggio all'aula e alla Costituzione". Le opposizioni si alzano e lasciano il Consiglio. "L’unica fedeltà dovuta da chi esercita funzioni pubbliche è quella alla Repubblica e alla Carta costituzionale", scrivono in una nota alcuni consiglieri del M5s, chiedendo l'intervento del presidente della Regione Alberto Cirio.

Marrone interviene personalmente. "Mi spiace per questo Aventino maccheronico", scrive rivolgendosi alle opposizioni. Poi chiarisce: "Sono serenamente plebeo, non pagherei mai per acquistare un titolo nobiliare". La cerimonia "era quella di una confraternita religiosa, che a Torino sono molto diffuse". 

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