Per molto tempo il cervello è stato considerato una sorta di territorio separato dal resto dell’organismo, protetto da barriere che limitano il passaggio delle cellule del sistema immunitario, oggi questa visione sta cambiando e una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Nature aggiunge un tassello importante alla comprensione del rapporto tra cervello e difese immunitarie. Gli scienziati hanno individuato nel midollo osseo del cranio strutture linfoidi organizzate, simili per alcuni aspetti ai centri germinativi presenti negli organi del sistema immunitario, capaci di intercettare segnali provenienti dal sistema nervoso centrale e di contribuire alla costruzione di una risposta immunitaria specifica. La scoperta parte da una serie di studi che negli ultimi anni hanno dimostrato l’esistenza di collegamenti tra il cranio, le sue membrane protettive e il cervello, attraverso piccoli canali presenti nelle ossa craniche possono infatti avvenire scambi di liquido cerebrospinale e cellule immunitarie tra il sistema nervoso centrale e il midollo osseo del cranio.
Il nuovo studio, pubblicato su Nature, mostra però qualcosa di ancora più interessante: il midollo osseo cranico non sarebbe soltanto una fonte di cellule immunitarie, ma potrebbe funzionare come un vero e proprio centro locale di immunosorveglianza. I ricercatori hanno osservato strutture contenenti cellule B e cellule T, oltre a una particolare popolazione di cellule T simili alle cosiddette cellule T follicolari helper, specializzate nel sostenere l’attivazione delle cellule B. Attraverso segnali molecolari come CD40L, IL-21 e interferone gamma, queste cellule possono favorire lo sviluppo di risposte immunitarie e della cosiddetta immunità umorale, quella che coinvolge in particolare la produzione di anticorpi. La parte più sorprendente della ricerca riguarda la capacità di queste strutture di riconoscere antigeni provenienti dal sistema nervoso centrale, in sostanza, il sistema immunitario sembrerebbe poter ricevere informazioni su ciò che accade nel cervello direttamente attraverso una rete di comunicazione collegata al midollo osseo del cranio. È come se, a pochi millimetri dal cervello, esistesse una sorta di posto di controllo capace di intercettare segnali di pericolo e di attivare le difese dell’organismo. La scoperta potrebbe avere importanti conseguenze anche nello studio dei tumori cerebrali. Nei modelli animali utilizzati dai ricercatori, le strutture linfoidi del cranio hanno partecipato alle risposte immunitarie contro i tumori del sistema nervoso centrale, contribuendo all’attivazione di una risposta antitumorale.
In alcuni esperimenti, il potenziamento di questi meccanismi immunitari ha favorito una maggiore risposta contro il tumore e una più lunga sopravvivenza degli animali. Si tratta tuttavia di risultati ottenuti principalmente nei topi e sarebbe quindi prematuro considerarli già applicabili alla medicina umana. Il loro valore sta soprattutto nell’aver individuato un possibile nuovo meccanismo attraverso il quale il sistema immunitario controlla il cervello. La scoperta potrebbe inoltre aiutare a comprendere meglio altre malattie neurologiche nelle quali l’infiammazione e il sistema immunitario svolgono un ruolo. Se queste strutture craniche saranno confermate e caratterizzate anche nell’uomo, potrebbero diventare un nuovo elemento da considerare nello studio di tumori cerebrali, infezioni e altre patologie del sistema nervoso centrale. Il risultato della ricerca pubblicata su Nature contribuisce dunque a cambiare una convinzione rimasta a lungo radicata: il cervello non è un’isola completamente isolata dal sistema immunitario. Esiste invece una comunicazione più stretta e articolata di quanto si pensasse, nella quale il cranio potrebbe avere un ruolo sorprendentemente importante. Le ossa che proteggono il cervello, infatti, potrebbero ospitare una vera e propria frontiera immunologica, capace di sorvegliare ciò che accade nel sistema nervoso centrale e di contribuire alla risposta dell’organismo quando compare una minaccia. Una scoperta che apre una nuova prospettiva: per capire come il nostro sistema immunitario protegge il cervello, forse non basta più guardare dentro il cervello stesso. Bisogna osservare anche ciò che accade appena sopra di esso, nel cuore delle ossa del cranio.