C’è un settore dell’economia mondiale e anche italica che va a gonfie vele, quello dei concerti “live”. Pensate che gli spettatori paganti annui sono raddoppiati dal 2010 (16m di persone) al 2025 (quasi 31.5m) e per l’anno in corso si atterrerà vicino alle 33m di presenze, record storico.

Il fatturato relativo è andato anche meglio, visto che l’aumento del prezzo dei biglietti è stato ben maggiore dell’inflazione, e toccherà gli 1,2 miliardi di euro nel 2026.

I dati ci dicono di circa 75.000 persone occupate a tempo pieno nel settore che diventano 300.000 se calcoliamo chi lavora a livello stagionale o come non continuativo. Più l’indotto generato.

Un successo strepitoso legato a diversi fattori che hanno favorito questo fenomeno negli ultimi 10-15 anni:

➢ la crescita del mercato delle “esperienze” che è molto legata al cambio generazionale con giovani che preferiscono vivere appunto esperienze, come i concerti, piuttosto che spendere i soldi su beni materiali.

➢ l’aumento dell’offerta e del tipo di eventi con lo sviluppo di festival già esistenti che sono diventati iconici (Umbria Jazz fa 45.000 spettatori paganti ma porta a Perugia quasi mezzo milione di persone, I-Days Milano ha portato in Italia il leggendario David Guetta e fa 250.000 spettatori, Lucca Summer Festival oltre 100.000) e la nascita di altri, spesso dedicati a singoli generi musicali (Kappa Music Festival, Firenze Rocks, Decibel Open Air, La Prima Estate).

➢ la costruzione di luoghi adatti che sono essenziali per allargare il mercato e per vivere un’esperienza migliore possibile dal punto di vista della qualità dell’evento, della logistica. L’RCF arena di Campovolo che contiene fino a 100.000 spettatori ad evento è un ottimo esempio per le strutture all’aperto, mentre la nuovissima Unipol Dome Arena a Milano Santa Giulia (16.000 la capienza) lato strutture chiuse.

➢ lo sviluppo del turismo musicale che è letteralmente esploso, in scia a tutti i tipi di turismo “a tema”. Che si tratti di italiani appassionati del tema o di stranieri che a volte vengono nel nostro paese solo per seguire un concerto o un festival, i numeri sono impressionanti e l’indotto generato estremamente significativo (11m di pernottamenti, oltre 4 miliardi di euro di fatturato).

Credo che chi mi legge sia sempre interessato ai numeri e allora eccone qualcun altro:

➢ Concerto con più spettatori paganti della storia: il 4 luglio 2026 a Tor Vergata, Roma, Ultimo (al secolo Niccolò Moriconi, 30 anni) ha venduto 250.332 biglietti (polverizzati in una mattina di prevendita) per un incasso vicino ai 16m di euro, battendo il primato precedente che era di Vasco Rossi. Un successo strepitoso che il cantante sta replicando al cinema con il docufilm sull’evento e che a oggi è un primato a livello mondiale.

➢ Concerto gratuito con più spettatori al mondo: un ex-equo fra Rod Stewart (Copacabana, Rio de Janeiro, 1994) e Jean-Michel Jarre (Mosca, 1997) con circa 3.5m di persone presenti.

➢ Tour musicale con più successo di sempre: Coldplay, Music of the Spheres World Tour, 2022-2026, 13.2m di spettatori paganti che battono Taylor Swift, The Eras Tour, 10,2m, ma su un arco temporale ben più ridotto (2023-24). Se misuriamo invece a livello di fatturato l’ordine si inverte e la cantante americana, visto il costo dei biglietti, vince con 2 miliardi contro 1.5.

➢ Artista italiano che ha portato più persone ai suoi concerti: Vasco Rossi che con più di 850 concerti alle spalle si calcola che abbia avuto complessivamente 14m di fan ad acclamarlo in stadi, arene e palazzetti. Secondo Claudio Baglioni, sesto Jovanotti.

Ci sono società del settore sulle quali è possibile investire? Non in Italia, ma se andiamo all’estero ci sono alcune aziende quotate. Eccone tre, uno per continente principale, molto diverse fra loro, anche come dimensioni:

➢ Live Nation Entertainment: americana, colosso mondiale quotato negli USA, proprietario di Ticketmaster e di molte arene e festival in giro per il mondo. 27 miliardi di fatturato (23b euros) e 40 miliardi di dollari di maket cap. Cresciuta a dismisura e francamente con valutazioni oggi astronomiche (EV/Ebitda sopra 25) e legate anche alla sua situazione di quasi monopolio lato USA e ad una struttura finanziaria molto spinta (debito finanziato con l’enorme crescita in atto).

➢ CTS Eventim AG: tedesca, altro colosso del settore, proprietaria di Ticketone e analogamente alla precedente gestrice di arene e festival. 3 miliardi di fatturato e una market cap vicina ai 5 miliardi di euro. Valutazioni assai più contenute anche perché quotata in Europa. Struttura di business più conservativa / solida.

➢ PIA Corporation: giapponese, azienda piccola (l’equivalente di 220m di euro di market cap e circa 350m di fatturato), il fondatore è l’azionista di riferimento da sempre insieme ai gradi magazzini 7-eleven; è la principale agenzia di ticketing per concerti del paese. Come molte aziende di piccole dimensioni in Giappone è gestita in modo estremamente prudenziale, con molta cassa e di conseguenza valutazioni contenute (5.5 come Ev/Ebitda).