A bordo della leggendaria Palinuro, in rada a poche remate dal porto, la consegna del Tricolore nelle mani della Capitaneria. Poi la bandiera che sale sulle note dell’Inno di Mameli, l’impatto sonoro della Fanfara dei Carabinieri e l’applauso commosso della folla raccolta sulla Calata Anselmi. È partita così martedì sera la 27ª edizione delle Vele d’Epoca di Imperia, alla presenza delle massime autorità locali e del Ministro dello Sport Andrea Abodi. Un inizio solenne per uno degli appuntamenti più attesi del calendario velico internazionale, che quest’anno festeggia i quarant’anni dalla sua nascita.

Organizzata dal Comune di Imperia insieme ad Assonautica e con il supporto degli Yacht Club di Imperia e Sanremo, quella in scena fino a domenica 6 settembre è l’edizione più ricca ed estesa di sempre. La manifestazione si è aperta infatti il 28 agosto nell’articolata cornice dell’Imperia Sailing Week con il Campionato del Mondo della Classe 12 metri Stazza Internazionale, riportando in acqua le imbarcazioni che hanno segnato la storia dell’America’s Cup tra gli anni ’60 e ’90: da Kookaburra II (armata da Patrizio Bertelli, patron di Prada e Luna Rossa) a Kookaburra III, da Kiwi Magic a French Kiss. Un grande spettacolo in mare che ha fatto da prologo al raduno delle 60 “Regine del Mare” arrivate da tutta Europa: la più “longeva” della flotta è il 13 metri “Nin”, progettato da Jean Quernel e costruito nel 1913; la più grande è “Cambria”, un William Fife datato 1928, con i suoi 40 metri di lunghezza fuori tutto.

La spinta istituzionale per il futuro della comunità

L’evento rappresenta anche una vetrina strategica di rilancio e di dialogo istituzionale. Al suo esordio alla manifestazione, il Ministro dello Sport Abodi ha confermato il sostegno economico del Governo: “Saremo al vostro fianco per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, non solo sportivi ma anche sociali e culturali, e per far crescere la comunità”.

Un’attestazione di fiducia che si sposa con il bilancio tracciato dal primo cittadino di Imperia Claudio Scajola. “Quarant’anni fa siamo partiti con poche barche e una visione coraggiosa. In questi quattro decenni l’evento è cresciuto di pari passo con la nostra città, affrontando anche i momenti tempestosi con la determinazione di chi non sceglie di restare al sicuro in porto”, ha affermato con orgoglio il sindaco. “Oggi questo raduno è uno degli appuntamenti più apprezzati del circuito mondiale, unico per lo straordinario legame che unisce gli equipaggi, le imbarcazioni e la nostra comunità”.

L’eredità delle leggende e la rotta della vela azzurra

Se a fare da madrina alla cerimonia è stata la nave scuola Palinuro — veliero-capolavoro della Marina Militare e ambasciatrice d’Italia nel mondo —, il padrino d’eccezione è stato Mauro Pelaschier, il “leone” della vela italiana e storico timoniere di Azzurra, che proprio a Imperia nel 1967 conquistò sui Finn il pass per le Olimpiadi del ’68 in Messico: “Da allora il mio legame con questa città non si è mai interrotto. Sono qui per raccontare ai giovani che il mare è una straordinaria opportunità che tutti dovremmo saper cogliere, un luogo dove non ci sono confini e dove si insegue l’orizzonte”.

Da Imperia, ad un anno dai grandi appuntamenti della America’s Cup a Napoli, arriva così la conferma dell’ottima salute della nautica e della vela azzurra, mosse da coraggio, visione e resilienza. Perché, come ha chiosato lo stesso Scajola dal palco, “chi resta ormeggiato di rado affonda, ma di certo non arriva mai da nessuna parte”.